Il caso Sabrina Gigliotti ha riacceso i riflettori sulla pericolosità del ragno violino in Italia. I dettagli sul decesso della donna.
Otto giorni di agonia, diverse visite in ospedale e condizioni di salute progressivamente peggiorate, fino al tragico epilogo. Sabrina Gigliotti, 38 anni, residente a Ostia, è morta dopo una grave compromissione del quadro clinico. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un possibile morso di ragno violino, che non sarebbe stato riconosciuto durante i primi accessi alle strutture sanitarie. La Procura di Roma ha avviato gli accertamenti dopo la denuncia presentata dai familiari, intenzionati a chiarire le circostanze del decesso.

La ricostruzione sul caso Sabrina Gigliotti
La vicenda sarebbe iniziata dopo la puntura di un insetto a una gamba. L’arto si sarebbe gonfiato provocando dolori intensi, spingendo la donna a rivolgersi all’ospedale Grassi di Ostia. Secondo quanto riferito dai parenti, in quell’occasione le sarebbe stata prescritta una terapia antibiotica, senza risultati apprezzabili.
Non vedendo miglioramenti, Sabrina avrebbe cercato un secondo parere al Celio, a Roma. Qui un chirurgo avrebbe effettuato alcune medicazioni, senza procedere ad altri esami. Nel frattempo, però, i sintomi avrebbero continuato ad aggravarsi.
Il 18 ottobre la donna sarebbe tornata al Grassi, questa volta costretta a utilizzare le stampelle per riuscire a spostarsi. Oltre al dolore alla gamba, avrebbe lamentato disturbi alle articolazioni, alla schiena e un forte bruciore all’addome. Anche in questa circostanza sarebbe stata dimessa, con una diagnosi di dolore lombare e l’indicazione di sottoporsi a una risonanza magnetica.
Tre giorni dopo, le condizioni sarebbero precipitate. Secondo il racconto dei familiari, Sabrina non sarebbe stata più in grado di parlare a causa del dolore. All’alba del 21 ottobre, la cugina avrebbe quindi chiamato un’ambulanza.
Il decesso e l’ipotesi ragno violino da verificare
Nuovamente al Grassi, alla 38enne sarebbe stata riscontrata una grave infezione del sangue. Intubata, sarebbe stata trasferita d’urgenza allo Spallanzani e successivamente ricoverata in terapia intensiva al San Camillo. Il quadro comprendeva un polmone compromesso e in necrosi, oltre a disfunzioni cardiache, epatiche e renali.
La donna è morta il 25 ottobre. Ora sarà l’autopsia, disposta dalla magistratura, a contribuire all’accertamento delle cause del decesso. L’ipotesi del ragno violino resta da verificare: saranno gli esami medico-legali e le indagini a stabilire che cosa sia realmente accaduto.